Un nuovo sistema Google per criptare i dati

L’intelligenza artificiale sviluppata dagli scienziati di Google non ha imparato solo a realizzare “opere d’arte” ma ha creato anche un suo sistema per criptare i dati, proteggendo i suoi messaggi da occhi indiscreti, compresi quelli umani. Il traguardo è stato raggiunto dagli scienziati di Google Brain, il progetto di intelligenza artificiale sul modello delle reti neurali (“deep learning”), e illustrato in uno studio pubblicato su arXiv. I ricercatori hanno dimostrato che le “reti neurali” – sistemi informatici sviluppati sul modello con cui funzionano i neuroni del cervello umano, e riescono a utilizzare una tecnica semplice per criptare le informazioni che si scambiano senza aver ricevuto algoritmi specifici per farlo.

L’esperimento di Google

L’esperimento è avvenuto su tre reti chiamate Alice, Bob ed Eve:

  • Alice doveva inviare un messaggio segreto a Bob. Bob doveva decodificare il messaggio ed Eve doveva cercare di intercettarlo. Un test riuscito visto che Alice e Bob hanno cominciato a scambiarsi messaggi sulla chiave di cifratura, inaccessibile ad Eve. All’inizio i “messaggi segreti” non erano così efficaci ma Alice ha affinato la sua tecnica di cifratura e dopo 15 mila tentativi Bob è riuscito a convertire il messaggio criptato nel testo originario.
  • Eve è riuscita a indovinare 8 dei 16 bit che lo componevano.

Attualmente Google sta potenziando i suoi sistemi di sicurezza per salvaguardare la privacy degli utenti di Gmail, il suo servizio di posta elettronica. Il gigante di Mountain View ha deciso di criptare le connessioni che troppo spesso – secondo quanto emerso con il Datagate – sono violate permettendo all’intelligence o a pirati informatici di intercettare le e-mail.

Rilasciata Openmandriva Lx 2014 “Phosphorus”

Ci siamo. La nuova OpenMandriva ha visto la luce qualche giorno fa e il lavoro fatto dalla nuova fondazione e dagli sviluppatori sembra davvero ottimo. Ho già fatto un po’ di installazioni “reali”, non in Virtualbox e devo dire che il sistema è iper reattivo, facile da installare e funziona tutto “out of the box, almeno sul mio hardware. Consiglio a tutti di provarla, anche perché il salto in avanti è davvero evidente. Ma passiamo alle novità presenti su questa nuova release mandriviana.

Installer:

  • Supporto UEFI più funzionale

  • Un nuovo e facile processo di installazione

Kernel:

  • Il kernel è stato portato alla versione 3.13.11 nrjQL

Boot process:

  • dracut 037 con una configurazione speciale per un boot più rapido

  • systemd 208 con le ultime patch

  • initscripts 9.52 con il supporto per NetworkManager

Desktop:

  • Una nuova pagina di benvenuto OMA che permette di velocizzare e personalizzare l’installazione più adeguata per il tuo sistema

  • LibreOffice-4.2.3

Xorg:

  • Aggiornata la versione del server x11­ alla 1.15.1 e Mesa alla 10.1.0

Networking:

  • È stato abilitato il supporto a Firewalld per la gestione di iptables

  • Supporto per realmd per una più facile  gestione degli utenti su networkmanagement

Artwork:

  • È stato aggiunto un nuovo tema per il desktop, per Grub2, Plymouth, KSplash e per l’ambiente KDE. Un nuovo screensaver e dei nuovi avatar per gli utenti. Il pannello è posizionato dinamicamente con la risoluzione dello schermo

KDE 4.12.4

  • Un nuovo launcher – Homerun

  • Plasma-­nm applet

  • Plasma-­media-center

  • Supporto MTP

  • L’ultimo libimobiledevice che supporta i device Apple sino ad ios7

Server:

  • Upgrade da MySQL al più compatibile Open Source MariaDB 10.0

Queste a grandi linee le novità, vi consiglio davvero di farci un giro con questa nuova OpenMandriva 2014, ne vale assolutamente la pena. Per il download eccovi alcun ilink:

TORRENT: http://downloads.openmandriva.org/torrents

LINK diretti: 64 bit –  32 bit

Buon divertimento!!

Rilasciata Openmandriva Lx 2013

E finalmente ci siamo. Dopo un bel po’ di tempo la fondazione OpenMandriva è riuscita a rilasciare la prima distro tutta open della nuova vita mandriviana. E devo anche dire che non è affatto male, anche se ovviamente ci sono dei difettucci e delle pecche legate alla giovinezza del progetto. Ma le basi, e che basi, sono davvero buone.

Abbiamo un KDE (4.11.2) nuovo fiammante e stabilissimo. Un kernel (3.11.8) sviluppato e mantenuto da NicCo del Mib. E abbiamo anche un parco software con qualche mancanza, ma che garantisce un buona stabilità a tutta la distro. Non c’è che dire. Il lavoro è buono, mi auguro che la crescita generale lo sia altrettanto e che non ci si imbatta in blocchi e scomparse repentine dalla scena, ma credo e spero che non sia questo il caso.

I prerequisiti per l’installazione sono abbastanza accessibili:

A 32-bit (i586) or 64-bit (x86_64) computer.
640 MB of memory (for Virtual Machines, at least 1536 MB minimum).
10 GB of disk space.
A graphics card that preferably supports at least 1024×768.
A method of installing the ISO (either via a DVD drive or a USB stick)

quindi niente di insolito per una distro linux. Per il download eccovi alcuni link:

Torrent

Download via Sourceforge:

X86_64
i586

Non vi resta che provarla. Io ce l’ho già a bordo e per ora non mi sta dando noie. Speriamo bene.

Fine di un’epoca

Dopo quasi 6 anni è successo. Mandriva non è più installata sul mio portatile. Decisione non facile da prendere per me che il mondo Linux l’ha conosciuto proprio grazie a questa fantastica distribuzione, ma ormai il supporto era diventato inesistente e le beghe all’interno della neo nata fondazione OpenMandriva sempre maggiori.

Così ho deciso di fare il grande salto e abbracciare la “quasi sorella” Mageia 2, stabilissima distribuzione che dopo qualche ora di utilizzo conferma tutto quello che di buono avevo letto in giro. Per ora mi va bene così, anzi più che bene anche perché tutto funziona a meraviglia e alla velocità della luce sul mio portatile. Tutto l’hardware riconosciuto al volo e splendidamente operativo. Devo dire che ero sempre stato scettico verso Mageia, ma ora che ci sto giocando un po’ devo riconoscere che il lavoro fatto è stato davvero ottimo. I mageiani “esiliati” o scappati da Mandriva qualche anno fa si sono rimboccati le maniche alla grande.

Abbandonare Mandriva (nel mio caso la 2011) mi è molto pesato, spero che la nuova fondazione metta da parte l’ormai cronica litigiosità interna e sforni presto una distro che mi faccia tornare, io sono sempre pronto. Anche se c’è da dire che la comunità italiana ormai è inesistente e sarà quasi impossibile, secondo me, riportare e ricreare nuovo interesse verso la distro “stellata”. Vedremo come si evolverà la situazione, stay tuned.


Deciso il nome della fondazione: OpenMandriva

Pian piano qualche decisione importante arriva. Molto lentamente, come da tradizione Mandriva, ma qualcosa si è mosso nei giorni scorsi. Il nodo che aveva bloccato qualsiasi decisione importante nell’ambito della distro è stato sciolto. Ora la fondazione che nei prossimi anni seguirà lo sviluppo della distro e lo staccherà da Mandriva SA si chiama OpenMandriva.

Non molto originale è vero, ma almeno quello che stava più a cuore a molti utenti “storici” è stato fatto. Il marchio Mandriva resta parte del nome della fondazione. Molti avevano pensato di eliminare del tutto qualsiasi riferimento al nome Mandriva, un modo forse per cercare di recuperare qualche nuovo utente, ma rendendo scontenti molti utenti della prima ora.

Ora, si spera almeno, che venga dato nuovo vigore al progetto mandriviano. I nuovi server sono quasi del tutto operativi e la migrazione a ABF sembra sia quasi completata. Il nuovo build system dovrebbe garantire una gestione migliore della pacchettizzazione e una più veloce gestione degli aggiornamenti. Staremo a vedere. Ora credo manchi la cosa più importante. La voglia di ripartire e di fare le cose per bene, almeno nel rapporto con tutti gli utenti Mandriva sparsi per il mondo. E non è roba da poco.


Il mio nuovo attrezzo androidiano

Da un paio di mesi sono un felice (e fortunato) possessore del Samsung Galaxy S3. Non ho parole per descrivere questo smartphone, è semplicemente perfetto sotto ogni punto di vista. Appena uscii qualche mese fa ero scettico per via delle dimensioni del display. Quei 4,8 pollici mi sembravano esagerati per un semplice smartphone, me lo facevano paragonare in continuazione a un piccolo tablet. La folgorazione avvenne appena lo vidi per la prima volta dal vivo.

Android indubbiamente ha fatto un passo avanti enorme con la nuova serie 4 del suo sistema operativo. ICS è molto reattivo e migliorato rispetto a Gingerbread, ora attendo solo che arrivi (spero a giorni) Jelly Bean e il suo “project butter” per rendere ancora migliore il mio S3. In realtà è questa l’unica nota dolente. Samsung gestisce gli aggiornamenti via OTA un po’ come le pare e tutti gli utenti italiani sono in attesa che si decida a distribuire l’upgrade anche in Italia, dopo aver fatto il primo test in Polonia e iniziato ufficialmente il roll-out in Asia. Non mi resta che attendere, intanto mi godo il mio piccolo/grande Androide.


La situazione in Mandriva

Che dire?! Ancora siamo in alto mare. Nessuna o quasi, notizia certa riguardante il futuro della “mia” distro. E ormai siamo (noi utenti) in questa situazione da svariati mesi. Tutte le critiche che avevamo fatto all’epoca circa la scarsa comunicazione da parte di Mandriva ai suoi utenti sono confermate e amplificate nell’ultimo periodo. Mandriva SA ha in mente di creare una fondazione che guidi lo sviluppo della distro, lasciando la parte decisionale in mano ai suoi sviluppatori coordinati da un gruppo ristretto. Ora mi chiedo io, quanto tempo ci vuole a sbloccare la situazione? La parte burocratica di creazione della fondazione (che ancora non ha un nome???!!) è molto lunga in Francia, però tutto il resto procede moooolto lentamente.

Mandriva SA aveva promesso i nuovi server per la sostituzione del glorioso Kenobi (il build system dei pacchetti) ma ancora non se ne hanno traccie. È di poche ore fa la notizia che tutta la parte di compilazione è stata migrata sull’ABF di Rosa, quindi almeno la parte di compilazione può ora continuare. Infatti in queste ore su Cooker sta arrivando KDE SC 4.9.2 dopo un immobilismo durato mesi.

La domanda ora è una sola. Quanto può andare avanti una situazione del genere? Mandriva ha quasi perso tutti i suoi utenti a favore di Mageia e Rosa, almeno in Italia. Quelli che sono rimasti con la storica distro francese (compreso me) non ho ancora capito perché lo fanno. Io ancora mi ci trovo bene, anche non avendo pacchetti e DE ultra aggiornati, ma tutto il mondo Linux sta andando avanti e noi mandriviani siamo fermi a più di un anno fa, più o meno. È nel mondo Linux è una vita.

Attendo fiducioso (?) nuovi eventi e news, anche se ormai siamo ai titoli di coda, credo.


Basta poco…

Basta poco.
Bastano due parole di incoraggiamento e già senti che qualcosa sta cambiando. È come se ingerissi una dose di una qualche sostanza che ti fa sentire bene. Anche se quello che butti giù in realtà non è altro che una ventata di aria positiva, soltanto aria. Dai, un bel respiro.
E tutto diventa più semplice, quasi facile, e quegli ostacoli che vedevi davanti a te si fanno sempre più piccoli. Non dico che scompaiono, questo no, ma appaiono più alla tua portata.
Basta poco.
Basta saper ascoltare, e pensare che non siano solo parole.
Perché chi le ha pronunciate credeva in quel che diceva. Cercava di infondere in te quella convinzione e quella consapevolezza che sono nascosti da qualche parte, e faticano ad imporsi. Basta fare un passo avanti e dire “io ci sono, sono qui” e quel passo non deve essere per forza palesato davanti a tutti, può restare anche nascosto, basta che venga fatto.
E non meravigliamoci che due semplici parole possono fare così bene, perché in fondo, basta poco.


Si torna e si va….

Dopo un po’ di tempo, tanto tempo, torno a scrivere qualcosa sul mio spazio. Due mesi sono passati, il mio amore per il mondo Linux e open-source no. Il problema è trovare il tempo per seguire l’evoluzione di questo mondo, che ultimamente si è un po’ fermata a dire il vero, schiacciata com’è dai tablet e dagli smartphone.

L’interesse di molte persone si è spostata decisamente su questo campo, ormai la corsa all’ultimo Androide o all’ultima Mela si è fatta sempre più serrata. Però il mondo Linux ha sempre quel fascino, almeno nei miei confronti, che me ne ha fatto innamorare 6 anni fa ormai. Seguo ancora adesso con passione le evoluzioni della mia distro del cuore, Mandriva, ormai stretta in un angolo dai nuovi finanziatori russi che ancora adesso non si è capito se hanno interesse a farla rinascere o ad affossarla definitivamente. Vedremo, solo il tempo ci farà sapere. Intanto per il 30 aprile è fissata un’assemblea (l’ennesima!?) dei soci Mandriva SA che dovrebbe sbloccare qualcosa, anche se a dire il vero un po’ ci ho perso le speranze.

Ma è anche questo il bello che differenzia la “mia distro” da tutte le altre. Mai una certezza a livello burocratico e societario, ma comunque un prodotto che si adatta splendidamente alle mie esigenze davanti a un pc. Molto scartano a priori Mandriva per favorire altre distro più quotate (Ubuntu, Suse, Fedora), ma non sanno cosa si perdono! E forse il detto pochi ma buoni si adatta molto bene all’utenza italiana Mandriva, anche se a forza di andare avanti in questa maniera, rimarremo davvero quattro gatti!