KDE Neon (Latest Beta) disponibile su Docker

KDE Neon è il branch di KDE che permette in modo semplice di testare le ultime novità rese disponibili sul sistema.
Da oggi è possibile usare una versione beta di Neon direttamente su Docker rendendo così più semplice usare e testare KDE.

Dopo aver installato Docker sul vosttro sistema Linux potete dare:

Xephyr -screen 1280x800 :1
docker run -v /tmp/.X11-unix:/tmp/.X11-unix kdeneon/plasma:dev-unstable

Se invece volete testare una singola applicazione del mondo KDE si può usare:

xhost +
docker run -v /tmp/.X11-unix:/tmp/.X11-unix -e DISPLAY=:0 kdeneon/plasma:dev-unstable okular

Un nuovo sistema Google per criptare i dati

L’intelligenza artificiale sviluppata dagli scienziati di Google non ha imparato solo a realizzare “opere d’arte” ma ha creato anche un suo sistema per criptare i dati, proteggendo i suoi messaggi da occhi indiscreti, compresi quelli umani. Il traguardo è stato raggiunto dagli scienziati di Google Brain, il progetto di intelligenza artificiale sul modello delle reti neurali (“deep learning”), e illustrato in uno studio pubblicato su arXiv. I ricercatori hanno dimostrato che le “reti neurali” – sistemi informatici sviluppati sul modello con cui funzionano i neuroni del cervello umano, e riescono a utilizzare una tecnica semplice per criptare le informazioni che si scambiano senza aver ricevuto algoritmi specifici per farlo.

L’esperimento di Google

L’esperimento è avvenuto su tre reti chiamate Alice, Bob ed Eve:

  • Alice doveva inviare un messaggio segreto a Bob. Bob doveva decodificare il messaggio ed Eve doveva cercare di intercettarlo. Un test riuscito visto che Alice e Bob hanno cominciato a scambiarsi messaggi sulla chiave di cifratura, inaccessibile ad Eve. All’inizio i “messaggi segreti” non erano così efficaci ma Alice ha affinato la sua tecnica di cifratura e dopo 15 mila tentativi Bob è riuscito a convertire il messaggio criptato nel testo originario.
  • Eve è riuscita a indovinare 8 dei 16 bit che lo componevano.

Attualmente Google sta potenziando i suoi sistemi di sicurezza per salvaguardare la privacy degli utenti di Gmail, il suo servizio di posta elettronica. Il gigante di Mountain View ha deciso di criptare le connessioni che troppo spesso – secondo quanto emerso con il Datagate – sono violate permettendo all’intelligence o a pirati informatici di intercettare le e-mail.

Rilasciata Openmandriva Lx 2014 “Phosphorus”

Ci siamo. La nuova OpenMandriva ha visto la luce qualche giorno fa e il lavoro fatto dalla nuova fondazione e dagli sviluppatori sembra davvero ottimo. Ho già fatto un po’ di installazioni “reali”, non in Virtualbox e devo dire che il sistema è iper reattivo, facile da installare e funziona tutto “out of the box, almeno sul mio hardware. Consiglio a tutti di provarla, anche perché il salto in avanti è davvero evidente. Ma passiamo alle novità presenti su questa nuova release mandriviana.

Installer:

  • Supporto UEFI più funzionale

  • Un nuovo e facile processo di installazione

Kernel:

  • Il kernel è stato portato alla versione 3.13.11 nrjQL

Boot process:

  • dracut 037 con una configurazione speciale per un boot più rapido

  • systemd 208 con le ultime patch

  • initscripts 9.52 con il supporto per NetworkManager

Desktop:

  • Una nuova pagina di benvenuto OMA che permette di velocizzare e personalizzare l’installazione più adeguata per il tuo sistema

  • LibreOffice-4.2.3

Xorg:

  • Aggiornata la versione del server x11­ alla 1.15.1 e Mesa alla 10.1.0

Networking:

  • È stato abilitato il supporto a Firewalld per la gestione di iptables

  • Supporto per realmd per una più facile  gestione degli utenti su networkmanagement

Artwork:

  • È stato aggiunto un nuovo tema per il desktop, per Grub2, Plymouth, KSplash e per l’ambiente KDE. Un nuovo screensaver e dei nuovi avatar per gli utenti. Il pannello è posizionato dinamicamente con la risoluzione dello schermo

KDE 4.12.4

  • Un nuovo launcher – Homerun

  • Plasma-­nm applet

  • Plasma-­media-center

  • Supporto MTP

  • L’ultimo libimobiledevice che supporta i device Apple sino ad ios7

Server:

  • Upgrade da MySQL al più compatibile Open Source MariaDB 10.0

Queste a grandi linee le novità, vi consiglio davvero di farci un giro con questa nuova OpenMandriva 2014, ne vale assolutamente la pena. Per il download eccovi alcun ilink:

TORRENT: http://downloads.openmandriva.org/torrents

LINK diretti: 64 bit –  32 bit

Buon divertimento!!

Rilasciata Openmandriva Lx 2013

E finalmente ci siamo. Dopo un bel po’ di tempo la fondazione OpenMandriva è riuscita a rilasciare la prima distro tutta open della nuova vita mandriviana. E devo anche dire che non è affatto male, anche se ovviamente ci sono dei difettucci e delle pecche legate alla giovinezza del progetto. Ma le basi, e che basi, sono davvero buone.

Abbiamo un KDE (4.11.2) nuovo fiammante e stabilissimo. Un kernel (3.11.8) sviluppato e mantenuto da NicCo del Mib. E abbiamo anche un parco software con qualche mancanza, ma che garantisce un buona stabilità a tutta la distro. Non c’è che dire. Il lavoro è buono, mi auguro che la crescita generale lo sia altrettanto e che non ci si imbatta in blocchi e scomparse repentine dalla scena, ma credo e spero che non sia questo il caso.

I prerequisiti per l’installazione sono abbastanza accessibili:

A 32-bit (i586) or 64-bit (x86_64) computer.
640 MB of memory (for Virtual Machines, at least 1536 MB minimum).
10 GB of disk space.
A graphics card that preferably supports at least 1024×768.
A method of installing the ISO (either via a DVD drive or a USB stick)

quindi niente di insolito per una distro linux. Per il download eccovi alcuni link:

Torrent

Download via Sourceforge:

X86_64
i586

Non vi resta che provarla. Io ce l’ho già a bordo e per ora non mi sta dando noie. Speriamo bene.

Fine di un’epoca

Dopo quasi 6 anni è successo. Mandriva non è più installata sul mio portatile. Decisione non facile da prendere per me che il mondo Linux l’ha conosciuto proprio grazie a questa fantastica distribuzione, ma ormai il supporto era diventato inesistente e le beghe all’interno della neo nata fondazione OpenMandriva sempre maggiori.

Così ho deciso di fare il grande salto e abbracciare la “quasi sorella” Mageia 2, stabilissima distribuzione che dopo qualche ora di utilizzo conferma tutto quello che di buono avevo letto in giro. Per ora mi va bene così, anzi più che bene anche perché tutto funziona a meraviglia e alla velocità della luce sul mio portatile. Tutto l’hardware riconosciuto al volo e splendidamente operativo. Devo dire che ero sempre stato scettico verso Mageia, ma ora che ci sto giocando un po’ devo riconoscere che il lavoro fatto è stato davvero ottimo. I mageiani “esiliati” o scappati da Mandriva qualche anno fa si sono rimboccati le maniche alla grande.

Abbandonare Mandriva (nel mio caso la 2011) mi è molto pesato, spero che la nuova fondazione metta da parte l’ormai cronica litigiosità interna e sforni presto una distro che mi faccia tornare, io sono sempre pronto. Anche se c’è da dire che la comunità italiana ormai è inesistente e sarà quasi impossibile, secondo me, riportare e ricreare nuovo interesse verso la distro “stellata”. Vedremo come si evolverà la situazione, stay tuned.


Deciso il nome della fondazione: OpenMandriva

Pian piano qualche decisione importante arriva. Molto lentamente, come da tradizione Mandriva, ma qualcosa si è mosso nei giorni scorsi. Il nodo che aveva bloccato qualsiasi decisione importante nell’ambito della distro è stato sciolto. Ora la fondazione che nei prossimi anni seguirà lo sviluppo della distro e lo staccherà da Mandriva SA si chiama OpenMandriva.

Non molto originale è vero, ma almeno quello che stava più a cuore a molti utenti “storici” è stato fatto. Il marchio Mandriva resta parte del nome della fondazione. Molti avevano pensato di eliminare del tutto qualsiasi riferimento al nome Mandriva, un modo forse per cercare di recuperare qualche nuovo utente, ma rendendo scontenti molti utenti della prima ora.

Ora, si spera almeno, che venga dato nuovo vigore al progetto mandriviano. I nuovi server sono quasi del tutto operativi e la migrazione a ABF sembra sia quasi completata. Il nuovo build system dovrebbe garantire una gestione migliore della pacchettizzazione e una più veloce gestione degli aggiornamenti. Staremo a vedere. Ora credo manchi la cosa più importante. La voglia di ripartire e di fare le cose per bene, almeno nel rapporto con tutti gli utenti Mandriva sparsi per il mondo. E non è roba da poco.


La situazione in Mandriva

Che dire?! Ancora siamo in alto mare. Nessuna o quasi, notizia certa riguardante il futuro della “mia” distro. E ormai siamo (noi utenti) in questa situazione da svariati mesi. Tutte le critiche che avevamo fatto all’epoca circa la scarsa comunicazione da parte di Mandriva ai suoi utenti sono confermate e amplificate nell’ultimo periodo. Mandriva SA ha in mente di creare una fondazione che guidi lo sviluppo della distro, lasciando la parte decisionale in mano ai suoi sviluppatori coordinati da un gruppo ristretto. Ora mi chiedo io, quanto tempo ci vuole a sbloccare la situazione? La parte burocratica di creazione della fondazione (che ancora non ha un nome???!!) è molto lunga in Francia, però tutto il resto procede moooolto lentamente.

Mandriva SA aveva promesso i nuovi server per la sostituzione del glorioso Kenobi (il build system dei pacchetti) ma ancora non se ne hanno traccie. È di poche ore fa la notizia che tutta la parte di compilazione è stata migrata sull’ABF di Rosa, quindi almeno la parte di compilazione può ora continuare. Infatti in queste ore su Cooker sta arrivando KDE SC 4.9.2 dopo un immobilismo durato mesi.

La domanda ora è una sola. Quanto può andare avanti una situazione del genere? Mandriva ha quasi perso tutti i suoi utenti a favore di Mageia e Rosa, almeno in Italia. Quelli che sono rimasti con la storica distro francese (compreso me) non ho ancora capito perché lo fanno. Io ancora mi ci trovo bene, anche non avendo pacchetti e DE ultra aggiornati, ma tutto il mondo Linux sta andando avanti e noi mandriviani siamo fermi a più di un anno fa, più o meno. È nel mondo Linux è una vita.

Attendo fiducioso (?) nuovi eventi e news, anche se ormai siamo ai titoli di coda, credo.


Canonical abbandona il progetto Kubuntu in maniera ufficiale

La notizia forse sorprenderà molti, ma secondo me era già nell’aria. Oggi Jonathan Riddel (capo dello sviluppo di Kubuntu) ha dato l’annuncio che spiazzerà molti nel mondo Linux. Sin dal prossimo rilascio, Kubuntu non verrà più supportata in maniera ufficiale da Canonical, ma dovrà poggiarsi unicamente sul contributo dei volontari per il suo sviluppo.

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Disponibile il nuovo font Oxygen per KDE

È nato da poco tempo un interessante progetto per creare un font “standard” per KDE e il suo desktop. Oxygen Font da pochi giorni è anche disponibile per il download, anche se ancora tutto il design è in fase di lavorazione. Però potete provarlo, io l’ho già messo di default sulla mia Mandriva 2011 e devo dire che la resa sul sistema è molto buona.

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Rilasciata la prima Alpha di Mageia 2

Più o meno nei tempi previsti è stata rilasciata da pochi giorni la prima Alpha della nuova release del fork Mandriva, cioè Mageia 2. In questa Alpha si continua il lavoro iniziato più di un anno fa, quando alcuni developer Mandriva iniziarono quest’avventura che fino ad ora sta portando a dei buonissimi risultati.

In questa Alpha sono presenti alcune chicche che ancora non si sono viste su altre distro. Il kernel è presente nella versione 3.1.2 con la patch ASPM per migliorare la gestione energetica, fondamentale soprattutto sui portatili; KDE invece è nella versione 4.7.3, quindi ancora niente porting per la prima beta di KDE SC 4.8 arrivata pochi giorni fa, mentre Gnome è nella versione 3.3.2. Per adesso l’unica distro che io conosco ad avere a bordo la prima beta del draghetto, è la cooker Mandriva (2012) che in questi giorni ha concluso la migrazione di KDE a questa versione appunto con non poche sofferenze.

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