Deciso il nome della fondazione: OpenMandriva

Pian piano qualche decisione importante arriva. Molto lentamente, come da tradizione Mandriva, ma qualcosa si è mosso nei giorni scorsi. Il nodo che aveva bloccato qualsiasi decisione importante nell’ambito della distro è stato sciolto. Ora la fondazione che nei prossimi anni seguirà lo sviluppo della distro e lo staccherà da Mandriva SA si chiama OpenMandriva.

Non molto originale è vero, ma almeno quello che stava più a cuore a molti utenti “storici” è stato fatto. Il marchio Mandriva resta parte del nome della fondazione. Molti avevano pensato di eliminare del tutto qualsiasi riferimento al nome Mandriva, un modo forse per cercare di recuperare qualche nuovo utente, ma rendendo scontenti molti utenti della prima ora.

Ora, si spera almeno, che venga dato nuovo vigore al progetto mandriviano. I nuovi server sono quasi del tutto operativi e la migrazione a ABF sembra sia quasi completata. Il nuovo build system dovrebbe garantire una gestione migliore della pacchettizzazione e una più veloce gestione degli aggiornamenti. Staremo a vedere. Ora credo manchi la cosa più importante. La voglia di ripartire e di fare le cose per bene, almeno nel rapporto con tutti gli utenti Mandriva sparsi per il mondo. E non è roba da poco.


Il mio nuovo attrezzo androidiano

Da un paio di mesi sono un felice (e fortunato) possessore del Samsung Galaxy S3. Non ho parole per descrivere questo smartphone, è semplicemente perfetto sotto ogni punto di vista. Appena uscii qualche mese fa ero scettico per via delle dimensioni del display. Quei 4,8 pollici mi sembravano esagerati per un semplice smartphone, me lo facevano paragonare in continuazione a un piccolo tablet. La folgorazione avvenne appena lo vidi per la prima volta dal vivo.

Android indubbiamente ha fatto un passo avanti enorme con la nuova serie 4 del suo sistema operativo. ICS è molto reattivo e migliorato rispetto a Gingerbread, ora attendo solo che arrivi (spero a giorni) Jelly Bean e il suo “project butter” per rendere ancora migliore il mio S3. In realtà è questa l’unica nota dolente. Samsung gestisce gli aggiornamenti via OTA un po’ come le pare e tutti gli utenti italiani sono in attesa che si decida a distribuire l’upgrade anche in Italia, dopo aver fatto il primo test in Polonia e iniziato ufficialmente il roll-out in Asia. Non mi resta che attendere, intanto mi godo il mio piccolo/grande Androide.


La situazione in Mandriva

Che dire?! Ancora siamo in alto mare. Nessuna o quasi, notizia certa riguardante il futuro della “mia” distro. E ormai siamo (noi utenti) in questa situazione da svariati mesi. Tutte le critiche che avevamo fatto all’epoca circa la scarsa comunicazione da parte di Mandriva ai suoi utenti sono confermate e amplificate nell’ultimo periodo. Mandriva SA ha in mente di creare una fondazione che guidi lo sviluppo della distro, lasciando la parte decisionale in mano ai suoi sviluppatori coordinati da un gruppo ristretto. Ora mi chiedo io, quanto tempo ci vuole a sbloccare la situazione? La parte burocratica di creazione della fondazione (che ancora non ha un nome???!!) è molto lunga in Francia, però tutto il resto procede moooolto lentamente.

Mandriva SA aveva promesso i nuovi server per la sostituzione del glorioso Kenobi (il build system dei pacchetti) ma ancora non se ne hanno traccie. È di poche ore fa la notizia che tutta la parte di compilazione è stata migrata sull’ABF di Rosa, quindi almeno la parte di compilazione può ora continuare. Infatti in queste ore su Cooker sta arrivando KDE SC 4.9.2 dopo un immobilismo durato mesi.

La domanda ora è una sola. Quanto può andare avanti una situazione del genere? Mandriva ha quasi perso tutti i suoi utenti a favore di Mageia e Rosa, almeno in Italia. Quelli che sono rimasti con la storica distro francese (compreso me) non ho ancora capito perché lo fanno. Io ancora mi ci trovo bene, anche non avendo pacchetti e DE ultra aggiornati, ma tutto il mondo Linux sta andando avanti e noi mandriviani siamo fermi a più di un anno fa, più o meno. È nel mondo Linux è una vita.

Attendo fiducioso (?) nuovi eventi e news, anche se ormai siamo ai titoli di coda, credo.


Basta poco…

Basta poco.
Bastano due parole di incoraggiamento e già senti che qualcosa sta cambiando. È come se ingerissi una dose di una qualche sostanza che ti fa sentire bene. Anche se quello che butti giù in realtà non è altro che una ventata di aria positiva, soltanto aria. Dai, un bel respiro.
E tutto diventa più semplice, quasi facile, e quegli ostacoli che vedevi davanti a te si fanno sempre più piccoli. Non dico che scompaiono, questo no, ma appaiono più alla tua portata.
Basta poco.
Basta saper ascoltare, e pensare che non siano solo parole.
Perché chi le ha pronunciate credeva in quel che diceva. Cercava di infondere in te quella convinzione e quella consapevolezza che sono nascosti da qualche parte, e faticano ad imporsi. Basta fare un passo avanti e dire “io ci sono, sono qui” e quel passo non deve essere per forza palesato davanti a tutti, può restare anche nascosto, basta che venga fatto.
E non meravigliamoci che due semplici parole possono fare così bene, perché in fondo, basta poco.


Si torna e si va….

Dopo un po’ di tempo, tanto tempo, torno a scrivere qualcosa sul mio spazio. Due mesi sono passati, il mio amore per il mondo Linux e open-source no. Il problema è trovare il tempo per seguire l’evoluzione di questo mondo, che ultimamente si è un po’ fermata a dire il vero, schiacciata com’è dai tablet e dagli smartphone.

L’interesse di molte persone si è spostata decisamente su questo campo, ormai la corsa all’ultimo Androide o all’ultima Mela si è fatta sempre più serrata. Però il mondo Linux ha sempre quel fascino, almeno nei miei confronti, che me ne ha fatto innamorare 6 anni fa ormai. Seguo ancora adesso con passione le evoluzioni della mia distro del cuore, Mandriva, ormai stretta in un angolo dai nuovi finanziatori russi che ancora adesso non si è capito se hanno interesse a farla rinascere o ad affossarla definitivamente. Vedremo, solo il tempo ci farà sapere. Intanto per il 30 aprile è fissata un’assemblea (l’ennesima!?) dei soci Mandriva SA che dovrebbe sbloccare qualcosa, anche se a dire il vero un po’ ci ho perso le speranze.

Ma è anche questo il bello che differenzia la “mia distro” da tutte le altre. Mai una certezza a livello burocratico e societario, ma comunque un prodotto che si adatta splendidamente alle mie esigenze davanti a un pc. Molto scartano a priori Mandriva per favorire altre distro più quotate (Ubuntu, Suse, Fedora), ma non sanno cosa si perdono! E forse il detto pochi ma buoni si adatta molto bene all’utenza italiana Mandriva, anche se a forza di andare avanti in questa maniera, rimarremo davvero quattro gatti!


Canonical abbandona il progetto Kubuntu in maniera ufficiale

La notizia forse sorprenderà molti, ma secondo me era già nell’aria. Oggi Jonathan Riddel (capo dello sviluppo di Kubuntu) ha dato l’annuncio che spiazzerà molti nel mondo Linux. Sin dal prossimo rilascio, Kubuntu non verrà più supportata in maniera ufficiale da Canonical, ma dovrà poggiarsi unicamente sul contributo dei volontari per il suo sviluppo.

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Disponibile il nuovo font Oxygen per KDE

È nato da poco tempo un interessante progetto per creare un font “standard” per KDE e il suo desktop. Oxygen Font da pochi giorni è anche disponibile per il download, anche se ancora tutto il design è in fase di lavorazione. Però potete provarlo, io l’ho già messo di default sulla mia Mandriva 2011 e devo dire che la resa sul sistema è molto buona.

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E dopo un mese… si riparte

E’ passato un mese esatto dall’ultimo articolo su questo blog/diario di viaggio. Vuoi per impegni miei, vuoi per le ferie natalizie nel mezzo e mettiamoci anche la scarsezza di argomenti da trattare, ho messo un po’ da parte questa mia finestra sul mondo linux.

Ora riparto con un bel po’ di cose da dire (che non è poco di questi tempi) anche se il tempo a disposizione è sempre risicato. Il mondo Mandriva è in subbuglio in questo periodo, sempre per le solite questioni finanziarie che hanno caratterizzato la vita della “mia” distro negli ultimi anni. Ora sembra che LinLux, socio di minoranza di Mandriva France, rifiuti l’aumento di capitale previsto entro il 16 gennaio. Per ora quindi in Mandriva France sono sospesi tutti gli emolumenti verso i collaboratori della società. Bisogna attendere quella data per saperne qualcosa di più, anche se sembra che siamo arrivati al capolinea.

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E se un giorno non ci fossero più le nostre distro Linux?

Ultimamente ci sto pensando parecchio a questa evoluzione. Forse perché Mandriva è in continua difficoltà economica e di sviluppo in molti casi, forse perché sono pigro e, per ora, non ho voglia di cambiare distro sul mio pc, ma se un giorno ognuno di voi, “stupidi” nerd/geek non avesse più a disposizione Linux (parlo in generale e non della propria distro in particolare), cosa installerebbe sul proprio pc?

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Rilasciata la prima Alpha di Mageia 2

Più o meno nei tempi previsti è stata rilasciata da pochi giorni la prima Alpha della nuova release del fork Mandriva, cioè Mageia 2. In questa Alpha si continua il lavoro iniziato più di un anno fa, quando alcuni developer Mandriva iniziarono quest’avventura che fino ad ora sta portando a dei buonissimi risultati.

In questa Alpha sono presenti alcune chicche che ancora non si sono viste su altre distro. Il kernel è presente nella versione 3.1.2 con la patch ASPM per migliorare la gestione energetica, fondamentale soprattutto sui portatili; KDE invece è nella versione 4.7.3, quindi ancora niente porting per la prima beta di KDE SC 4.8 arrivata pochi giorni fa, mentre Gnome è nella versione 3.3.2. Per adesso l’unica distro che io conosco ad avere a bordo la prima beta del draghetto, è la cooker Mandriva (2012) che in questi giorni ha concluso la migrazione di KDE a questa versione appunto con non poche sofferenze.

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